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( la stradina che porta dal teatro a cinema Impero )

Accessori per la danza, il pattinaggio e la ginnastica

Orario: Dalle 9.00 alle 20.00   Lunedì mattina chiuso.

Aperto prima e seconda domenica del mese. Le domeniche dalle 10.00 alle 20.00

Tel. : 0332 28 37 76  -  338 38 36 252 - E-mail: info@dancepassion.eu

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Dir. artistico: Guido Marni Ballerino diplomato da teatro "Alla Scala" e al teatro "Bolshoi" di Mosca.

Insegnanti:

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Discipline insegnate: Classico + Accademia

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Igor Stravinsky (Stravinskij): nato in 1882 a Oranienbaum presso Pietroburgo  in Russia. uno dei massimi compositori russi del Novecento. Figlio di un famoso cantante (basso), cominciò lo studio del pianoforte a nove anni, poi avviato agli studi universitari di legge, intraprese piuttosto tardi gli studi musicali quando incontrò il compositore Nikolaj Rimskij Korsakov, che oltre a dargli lezioni (fino alla morte nel 1908), pubblicizzò le prime composizione del "giovane" Stravinskij . Un approfondito studio della composizione e l’appoggio di Korsakov, gli permise di elaborare ed eseguirei suoi primi lavori importanti, quali “Sinfonia in mi bemolle”, “Il fauno e la pastorella”, le due opere sinfoniche: "Feu d'artifice" e "Scherzo Fantastique", ma fu l’incontro nel 1908 con il famoso impresario Sergej Diaghilev , fondatore e direttore della Compagnia dei Balletti Russi operante a Parigi, a dare una svolta decisiva alla sua carriera. Il primo frutto della collaborazione con Diaghilev, “L’uccello di fuoco” (1910), poi proseguita con capolavori come “Petruska” (1911) e “Sacre du printemps"(1913),un'evocazione rituale della Russia pagana, che segna una pietra miliare nella storia della musica contemporanea, rivelò al pubblico parigino, per il quale era stato scritto, un talento musicale straordinario.

In questi lavori Stravinskij mostra già di possedere una forte personalità e uno stile molto originale legati entrambi alla capacità di reinterpretare e rielaborare elementi folkloristici tradizionali della musica popolare russa.

La vasta risonanza che ebbero queste composizioni (compreso il fiasco registrato alla prima de “La sagra della primavera“ il 29 maggio del 1913) impose definitivamente Stravinskij come uno dei protagonisti del rinnovamento del linguaggio musicale.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Stravinskij lasciò definitivamente la Russia per stabilirsi a Ginevra, in Svizzera, dove compose musiche in cui introdusse elementi tratti da vari generi musicali tra i quali anche il jazz e, dopo il gigantismo orchestrale de “La sagra della primavera“, gli anni della guerra, videro la nascita di alcuni capolavori destinati all’esecuzione con piccole orchestre.

Nacquero così opere di teatro da camera quali “Rénard“, “L’histoire du soldat“,un insieme di parti recitate, parti suonate e parti ballate, “Les noces“, in cui il Stravinskij elaborò uno stile nuovo e originale, assai semplificato rispetto all’aggressività sonora dei balletti, il famoso “Ragtime” composto per un gruppo di undici strumenti, e “Piano rag Music“, tutti con chiari riferimenti stilistici alla musica jazzistica americana, o afro-americana, e sempre caratterizzata da uno sfondo di lucida, intellettualistica ironia. La sua musica considerata da molti eccessivamente innovativa assunse un carattere stilisticamente perfetto in “Pulcinella” (1921), un balletto scritto rielaborando musiche erroneamente ritenute di Pergolesi, con il quale il musicista inaugurò la fase cosiddetta neoclassica della sua creatività, stile fondato sulla ripresa e sulla rielaborazione di musiche del Settecento. A questo periodo appartengono lavori di straordinaria lucidità poetica, come i balletti “Apollon musagète” (1928), “Jeux de cartes” (1937), “Orpheus” (1947), l’opera-oratorio “Oedipus Rex” (1928), il “Concerto“, le due “Sinfonie” e numerosi altri fino all’opera “La carriera di un libertino” (1951).

Gli ultimi anni dell’attività di Stravinskij, che, dopo aver soggiornato a lungo in Europa, si trasferì negli Stati Uniti, sono caratterizzati dall’inatteso accostamento alle tecniche seriali ed alla musica dodecafonica. Tra le composizioni di tale periodo si ricordano “Canticum sacrum” (1955), “Threni” (1958) e “Movements per pianoforte e orchestra” (1959).

Stravinskij morì quasi novantenne, a New York nel 1971.

Il lago dei cigni: balletto dell'ottocento (1895); apoteosi del ballettoclassico; coreografia di Petipa e Ivanov su musica di Ciaikovsky.

Isadora Duncan: pseudonimo di Dora Angela Duncan è nata a San Francisco il 28 maggio del 1878. E' considerata una tra le più significative precorritrici della cosiddetta "danza moderna". Ballerina del Novecento che instaurò dopo anni di rigide ed essenziali regole della danza classica la danza libera o moderna, nacque in California da madre irlandese e padre scozzese. Trascorse gli anni dell'infanzia tra le note dei brani di musica classica suonati dalla madre, insegnante di pianoforte. Fu educata allo spirito di libertà e indipendenza. Durante la sua esistenza assai movimentata, trascorsa in gran parte sul suolo europeo, i successi artistici si alternarono a delusioni personali ed episodi luttuosi, tra cui la morte prematura dei due figli, ancora bambini. Fu una donna emancipata ed ebbe intense relazioni affettive, tra cui quella con il poeta Sergej Esenin, conosciuto durante la permanenza in Russia. Egli morì tragicamente in circostanze oscure tre anni dopo il loro matrimonio. La Duncan morì tragicamente, strangolata dalla sua stessa sciarpa, le cui frange si erano impigliata nelle ruote della Bugatti sulla quale era appena salita, salutando gli amici con una frase che rimarrà famosa: "Addio, amici, vado verso la gloria!". Le sue prime esibizioni si svolsero negli Stati Uniti alla fine del' Ottocento, ma non furono molto apprezzate. Nel 1900 danzò a Londra. Fu la prima di una lunga serie di esibizioni nel continente europeo, dove ottenne l'ammirazione di molti artisti e intellettuali dell'epoca. Ella fu artefice di una radicale rottura nei confronti della danza accademica: abolì nei propri spettacoli le scarpette a punta, che considerava innaturali, e gli artificiosi costumi indossati dalle ballerine dell'XIX secolo, preferendo indossare abiti semplici e leggeri, che ricordavano il peplo dell'antica Grecia, e danzando a piedi nudi. Tali scelte si coniugavano con l'esigenza di favorire la libertà e l'espressività dei movimenti. Le sue danze libere furono interpretazioni emotive, impressionistiche, di composizioni di celebri musicisti come Chopin, Beethoven, Gluck, nelle quali il suo corpo dolce ed espressivo suppliva alla povertà di mezzi tecnici. desiderava fortemente creare la danza del futuro ispirandosi alla plasticità dell'arte greca, basandosi sul sentimento e sulla passione dettati dalla natura e dalla forza della musica. La sua importanza nella storia della danza è grande, sia per l'interesse che seppe suscitare nelle platee di tutto il mondo, sia perché le sue idee furono rivoluzionarie per la sua epoca e costituirono per i suoi successori l'impulso per la creazione di nuove tecniche diverse da quella accademica e per una nuova concezione della danza teatrale. Anche la compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev ne fu influenzata notevolmente. Una tra le sue citazioni più famose: "Ascoltate la musica con l'anima. Non sentite un essere interiore che vi si risveglia dentro? E'per lui che la testa vi si drizza, che le braccia si sollevano, che camminate lentamente verso la luce. E questo risveglio è il primo passo della danza come la concepisco io".

 

 

 

 

 

 

 

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