Cos’è e dove si pratica il pattinaggio su
ghiaccio
I termini pattinaggio su ghiaccio
indicano l’azione di muoversi sul ghiaccio utilizzando appositi
supporti chiamati, appunto, pattini da ghiaccio. Essi sono
costituiti principalmente da lame sottili per lo più dritte ma a
volte anche con forma a parabola, poste sotto speciali scarponcini.
Tempo fa, quando ancora non era ancora una disciplina sportiva, i
pattini erano molto semplici: la lama, infatti, era legata alle
normali scarpe attraverso lacci e pezzi di stoffa.
Gli abitanti dei paesi a clima rigido, come ad
esempio la Norvegia o la Svezia, possono praticare il pattinaggio su
ghiaccio all’aperto, sfruttando la superficie ghiacciata di laghi,
fiumi e canali. Nei mesi freddi, infatti, l’acqua gela talmente
tanto da riuscire a formare uno strato di ghiaccio abbastanza
robusto e stabile da poter sostenere il peso di molti pattinatori.
In questo tipo di paesi, in cui la rigidità degli
inverni mette fuori uso alcune delle principali vie di comunicazione
a causa della neve, la superficie ghiacciata dei corsi d’acqua e il
pattinaggio su ghiaccio possono essere un’importante risorsa per i
cittadini: essi, infatti, possono utilizzarli come vero e proprio
mezzo di trasporto e di spostamento.
Nei paesi a clima caldo come, ad esempio, quelli
dell’Europa centrale, il pattinaggio su ghiaccio non è legato a
particolari esigenze di trasporto o di spostamento; esso, infatti, è
praticato soprattutto per sport e per piacere personale.
La presenza di un clima abbastanza caldo, però, non
consente di praticare il pattinaggio su ghiaccio liberamente in
natura: anche nei mesi più freddi, infatti, la superficie dei corsi
d’acqua non gela quasi mai e nei casi in cui si forma uno strato di
ghiaccio, esso non è mai in grado di sostenere il peso delle
persone.
Per praticare il pattinaggio sul ghiaccio, quindi,
i paesi a clima caldo e temperato hanno creato strutture apposite,
vere e proprie piste di ghiaccio, all’interno delle quali la
temperatura è mantenuta costante grazie ad appositi refrigeratori.
Storia del pattinaggio sul ghiaccio
Non è semplice rintracciare le origini del
pattinaggio su ghiaccio proprio perché tale attività all’inizio era
praticata per esigenze legate allo spostamento personale. Dopo il
ritrovamento di alcuni reperti, gli studiosi ritengono che il
pattinaggio su ghiaccio sia nato tra la Svezia e la Finlandia
diversi secoli fa.
Persino i Vichinghi che abitavano queste zone
anticamente utilizzavano una sorta di pattini per spostarsi sul
ghiaccio. Si tratta, ovviamente, di pattini molto diversi dai
nostri: erano costituiti, in particolare, da un osso affilato e
fissato alla parte inferiore del piede attraverso lacci e pezzi di
stoffa. Più che per pattinare, quindi, i pattini servivano a
scivolare sul ghiaccio e per mantenere l’equilibrio o darsi la
spinta, il pattinatore si aiutava spesso con un bastone di legno.
Con il trascorrere del tempo iniziarono ed essere
creati pattini sempre più specifici tanto che, nel corso del XVII
secolo, nei Paesi Bassi erano utilizzati pattini in legno per
pattinare sul ghiaccio. Il merito di aver diffuso il pattinaggio su
ghiaccio anche nel resto d’Europa si deve a James Stuart, figlio di
Carlo I re d’Inghilterra.
Egli, infatti, tornato in patria dopo l’esilio in
Olanda, diffuse questo sport nell’ambito dell’aristocrazia inglese.
A diffonderlo in Francia, in particolare, fu re Luigi XVI e, nel
corso degli anni, raccolse numerosi consensi soprattutto tra le
classi nobili. Per molti anni, comunque, il pattinaggio su ghiaccio
rimase legato soprattutto all’aristocrazia.
Con la nascita di adeguate piste di pattinaggio su
ghiaccio, poi, questo sport iniziò a diffondersi sempre di più nel
resto d’Europa e del mondo, già a partire dal XVIII secolo. Tra la
fine del 1800 e gli inizi del 1900, il pattinaggio su ghiaccio
iniziò a essere inserito anche nelle discipline olimpiche: si
trovano informazioni documentate nel 1920 nelle Olimpiadi di Anversa
e nel 1924 nelle Olimpiadi invernali di Chamonix.
Pattinaggio di figura
Il pattinaggio su ghiaccio come sport comprende
diverse tipologie di cui le più importanti sono: il pattinaggio di
figura e il pattinaggio di velocità. Il pattinaggio di figura può
essere praticato in coppia, individualmente oppure a squadre e
consiste nell’esecuzione, sulla pista di pattinaggio, di una serie
di esercizi composti da figure diverse su un tema musicale scelto
dall’atleta.
Il pattinaggio di figura effettuato sul ghiaccio,
poi, comprende tre specialità diverse: pattinaggio sincronizzato,
pattinaggio artistico e danza su ghiaccio. Il pattinaggio artistico
su ghiaccio può essere effettuato, a sua volta, singolarmente o in
coppia: nel pattinaggio singolo, maschile e femminile, l’atleta si
esibisce da solo, mentre per quello in coppie è prevista la presenza
sulla pista di due pattinatori. In ogni caso gli atleti hanno a
disposizione due programmi di esibizioni: uno corto e l’altro
libero.
Nel programma corto, chiamato anche obbligatorio,
l’atleta deve svolgere gli esercizi in un tempo massimo di 2 minuti
e 50 secondi; gli esercizi da svolgere, poi, sono uguali per tutti
gli atleti e variano di anno in anno. Il programma libero, invece,
dura 4 minuti per le donne e 4 minuti e mezzo per gli uomini e gli
esercizi che deve contenere non sono fissi, anche se il regolamento
stabilisce di volta in volta le figure non ammesse.
La danza su ghiaccio è una disciplina che si svolge
esclusivamente in coppia. Il suo nome deriva proprio dalla danza che
si svolge nelle comuni sale da ballo: la differenza è che nella
danza su ghiaccio gli atleti si esibiscono sulla pista di
pattinaggio. Anche in questo caso il programma dei balli comprende
alcuni obbligatori, uguali per tutti, e alcuni a libera scelta.
La valutazione dell’esibizione tiene conto di tre
diversi aspetti: “skating skills”, che riguarda principalmente il
modo di pattinare; “performance and execution”, è l’aspetto più
tecnico e si riferisce alla qualità e alla precisione dei movimenti;
“timing and interpretation of the music”, che valuta la capacità
degli atleti di seguire il ritmo della musica e di muoversi a tempo.
Il pattinaggio sincronizzato, infine, si svolge a squadre ed è una
disciplina abbastanza recente. Fino ad ora, esso non è stato ancora
inserito tra le discipline olimpiche.
Salti e piroette del pattinaggio artistico su
ghiaccio
I salti e le piroette sono gli elementi
fondamentali degli esercizi di pattinaggio artistico su ghiaccio. I
salti, in particolare, hanno come caratteristica l’esecuzione in
verticale: l’atleta, quindi, resta perpendicolare alla pista e
compie diverse rotazioni intorno al suo asse verticale.
Le rotazioni sono svolte generalmente in senso
antiorario e, orizzontalmente, riescono a coprire una distanza di
circa 2,5 m. Le parti in cui è diviso un salto sono: preparazione,
partenza, rotazione in volo e atterraggio. L’atterraggio, in
particolare, non è mai a gambe unite ma su una sola gamba e con le
braccia aperte. I salti, inoltre, si distinguono in base alla
partenza in:
Puntati: se partono con la punta della lama del
pattino nel ghiaccio (toe-loop, lutz e flip);
Non puntati: tipologia di salti che non prevede
la puntata.
Per quanto riguarda le tipologie di salto, nel
pattinaggio artistico sul ghiaccio esse sono 7:
Salto del tre: si tratta del salto più semplice;
Toe-loop: è il più facile dei salti puntati ed è
utilizzato soprattutto nelle combinazioni di salti;
Salchow: non necessita di puntata e parte dalla
lama di un solo pattino;
Loop (Rittberger): anche questo tipo di salto è
utilizzato per lo più nelle combinazioni e prevede la partenza dal
filo esterno destro del pattino e l’andamento all’indietro;
Flip;
Lutz: necessita di una notevole rincorsa e parte
dal filo esterno sinistro e procede, anch’esso, all’indietro;
Axel: è il salto più difficile perché è l’unico
che si svolge in avanti; è stato inventato da un pattinatore di
velocità e per lo svolgimento non necessita di puntata.
La difficoltà dei salti, inoltre, non è legata
soltanto ai movimenti che prevedono, ma soprattutto al numero di
rotazioni effettuate dall’atleta in volo. In tal caso, i salti si
dividono in singoli, doppi, tripli, ecc.
Le piroette, a differenza dei salti, non prevedono
particolare elevazione: esse consistono, infatti, nella rotazione su
un solo piede, effettuata sul posto. Esse sono caratterizzate e
valutate in base alla velocità delle rotazioni e alla stabilità
dell’atleta e si distinguono principalmente in:
piroetta ad angelo;
piroetta rovesciata;
piroetta incrociata;
piroetta bassa.
Pattinaggio di velocità
Il pattinaggio di velocità è un’altra importante
tipologia di pattinaggio su ghiaccio. Come la precedente, anch’essa
si divide in categorie e comprende lo “speed skating” e lo “short
track”. Nello speed skating, letteralmente “pattinaggio di
velocità”, gli atleti devono percorrere una determinata distanza
pattinando sul ghiaccio nel minor tempo possibile.
Si tratta, quindi, di una vera e propria corsa che
si svolge, però, sulla pista di pattinaggio su ghiaccio. La pista
per questo tipo di pattinaggio è a forma ovale e può essere
all’aperto o al coperto; nel caso delle Olimpiadi, però, le regole
richiedono una pista al coperto.
Sulla pista, poi, sono segnate le due corsie
all’interno delle quali devono pattinare i due concorrenti che si
affrontano di volta in volta. Gli atleti indossano sul braccio,
inoltre, una fascia colorata (rossa o bianca) in riferimento alla
corsia di partenza: la corsia interna, in particolare, è indicata
con il bianco; quella esterna, con il rosso.
Alcune volte si preferisce far gareggiare più
atleti e per questo motivo ne possono entrare in pista 4. In tal
caso, la seconda coppia inizia a gareggiare quando la prima ha
raggiunto più o meno la metà del giro e le fasce utilizzate
comprendono anche il giallo e il blu. Lo short track è molto simile
al pattinaggio di velocità ma si differenzia dal precedente per il
numero di atleti che gareggiano contemporaneamente.
Nello short track, infatti, i giocatori in gara
variano da un minimo di 4 ad un massimo di 6 e gareggiano su una
pista della lunghezza di circa 110 m. Tra i Paesi che primeggiano in
questo tipo di sport c’è il Canada, ma anche la Corea del sud, la
Cina e il Giappone.
Nonostante lo short track sia una disciplina
abbastanza recente, essa sembra già molto popolare in confronto allo
speed skating. Ciò che la avvantaggia, in particolare, è la pista:
essa, infatti, non deve avere particolari caratteristiche ed è
decisamente più breve rispetto a quella dello speed skating.
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